MASTER MICRI: Corso di Lobbying & Public Affairs

Tra i corsi del Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali si distingue Lobbying & Public Affairs tenuto da professionisti e professori noti a livello internazionale.

“Per lobbying si intende qualsiasi attività indirizzata a soggetti decisionali, pubblici o privati con lo scopo di far recepire un determinato punto di vista od interesse.”

Le prime ed ultime lezioni hanno visto alla cattedra il Dott. R.M. Razeto, il quale ha presentato non solo lo scenario internazionale in cui l’azione del lobbista ha luogo, ma anche le peculiarità e i requisiti di un vero esperto del settore.

Il lobbista esercita una particolare pressione su differenti organismi, istituzioni ed attori chiave (pubblici e privati) della scena politica e socio-economica internazionale.

Sebbene si conosca il termine lobby, il significato intrinseco ha sempre avuto un’accezione negativa nell’immaginario collettivo: infatti i lobbisti vengono spesso rappresentati come affaristi poco trasparenti che non seguono normative ben definite. “La vera sfida culturale che abbiamo di fronte in Italia è quella di trasformare il lobbying, nel comune sentire, da dirty word a vocabolo virtuoso, sinonimo di trasparenza e correttezza nei comportamenti e nelle relazioni tra decisori e corpi sociali, pubblici e privati”.

A tal proposito l’Associazione Il Chiostro da anni si batte perché l’attività di Lobbying sia regolamentata come accade negli Stati Uniti: a testimonianza di ciò la lezione del Dott. R. Razzante, membro dell’Associazione italiana sopracitata, ha evidenziato attraverso il confronto con altri Paesi come la materia della lobby, in termini giuridici, sia articolata e difficile da regolamentare.  

Una questione spinosa che è stata dibattuta anche durante il convegno “Potere, Lobbies ed interesse del cittadino” a cui ha partecipato non solo il Dott. R. Razzante ma anche illustri personaggi della scena accademica, economico-commerciale ed internazionale.

Per meglio approfondire come gli Stati Uniti abbiano regolamentato e organizzato le attività di lobbying, rilevante è stata la presenza del Prof. J.A. Thurber  il quale ha strutturato le sue lezioni in due macro categorie riguardanti da un lato, gli aspetti normativo-giuridici e dall’altro quelli strategico-comunicativi. 

Le lezioni hanno indubbiamente messo in luce differenti aspetti ed approcci alla Lobby, una materia a cui la maggioranza degli studenti, se non tutti, si è avvicinata per la prima volta proprio durante il master.

La particolarità, o meglio, il punto di forza del corso è incentrato senza dubbio sulla presenza di esperti del settore che hanno potuto sperimentare personalmente e sul campo quanto di teorico hanno insegnato in aula.

      Pamela A. Adediwura, Alice Zerbone

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Master MICRI: Corso Corporate Social Responsibility

Professor Luca Brusati

Il master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali (MICRI) prevede, all’interno del suo piano didattico, un corso in Corporate and Social Responsibility (CSR). Le lezioni sono state tenute in lingua inglese da Luca Brusati, professore associato in Management e consulente per importanti organizzazioni internazionali (UE, ONU, World Bank, WHO, Soros Foundation).

Obiettivo del corso è fornire gli elementi per gestire in maniera efficace le problematiche d’impatto sociale ed etico che un’azienda, così come un’organizzazione internazionale, si trovano ad affrontare.

Durante le 5 lezioni, ciascun argomento è stato trattato in maniera teorica e successivamente supportato da diversi casi pratici. Grazie all’esperienza del professor Brusati sul campo, gli esempi da lui proposti hanno permesso di comprendere meglio l’importanza della responsabilità sociale d’impresa.

Dopo aver definito il concetto di Social Responsibility, sono state analizzate le quattro principali teorie per orientarci in un campo così complesso (instrumental theory, political theory, integrative theory, ethical theory). In generale, si può evincere che le maggiori teorie di CSR si focalizzano su quattro aspetti fondamentali: soddisfare quegli obiettivi che producono profitti a lungo termine; usare il business power in modo responsabile; integrare le richieste della società con gli obiettivi delle aziende; contribuire alla creazione di una società responsabile facendo ciò che è eticamente corretto.

Successivamente, per entrare nel vivo della materia, il professor Brusati ha evidenziato l’importanza degli stakeholders al fine di implementare al meglio una efficace strategia di Social Responsibility. La “stakeholder analysis” viene vista come un valido strumento per evidenziare gli attori chiave con i quali relazionarsi e individuarne interessi ed obiettivi. Al fine di identificare la strategia di comunicazione migliore per definire la responsabilità sociale di un’azienda, è stata fornita una pratica checklist. Dopo aver analizzato l’ambiente sociale circostante, occorre darsi obiettivi realistici e smart. In seguito, si deve sviluppare la propria strategia, tenendo in considerazione i partner e il target. Infine, si definisce il framing e le 8 P del marketing mix (product, place, price, promotion, partnership, policy, pursue-strings).

Per meglio comprendere come la comunicazione funziona concretamente nell’ambito della social responsibility, il professor Brusati ci ha fornito alcuni esempi pratici, come l’International AIDS Vaccine Initiative (IAVI) e l’uso dei contraccettivi in Bangladesh.

Alla fine del corso gli studenti del MICRI, divisi in gruppi, hanno toccato con mano ciò che hanno appreso durante le lezioni in classe attraverso la presentazione di un caso concreto.

L’abilità del professor Brusati di coinvolgere gli studenti in maniera attiva è stata determinante per comprendere al meglio le strategie utili per comunicare gli obiettivi che un’azienda si pone al fine di migliorare la loro reputazione. Tenendo in considerazione le aspettative della società, la gestione della Corporate Social Responsibility non è un’opzione, ma una necessità. Per questo motivo, la comunicazione non deve essere vista come un obiettivo da raggiungere, ma come uno strumento.

 Roberto Mura
Margherita Zama

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MASTER MICRI: A lezione di Giornalismo Internazionale con Toni Capuozzo

Docente: Toni Capuozzo

Il Master Micri alla sua VI edizione ha avuto il piacere e l’onore di incontrare Toni Capuozzo, giornalista di spicco della televisione italiana, che ha indossato per una settimana le vesti di docente del corso di Giornalismo Internazionale previsto all’interno del modulo Strumenti della Comunicazione internazionale.

Toni Capuozzo inizia l’attività di giornalista nel 1979. Nella sua carriera scrive per diversi giornali, tra cui il quotidiano Reporter e i periodici Panorama Mese ed Epoca. Successivamente collabora con alcune testate giornalistiche del gruppo editoriale Mediaset (TG4, TG5, Studio Aperto), seguendo in particolare i conflitti in ex Jugoslavia, Somalia, Medio Oriente e Afghanistan. Dal 2001 è vicedirettore del TG5 e conduttore di Terra!, nonché autore di tre rubriche sulla carta stampata: una sul quotidiano Il Foglio, una sul mensile del Touring Club Italiano e una su Riders.

Toni Capuozzo è da sempre stimato per il suo modo ‘diretto’ di fare giornalismo e per il suo modo alternativo di trattare i temi più scottanti. Anche davanti agli studenti della VI edizione del Master Micri si è presentato con un’immagine ben lontana da quella dei giornalisti incravattati e piuttosto impettiti che siamo soliti vedere in tv: l’accento friulano, il modo di vestire e le borse sotto gli occhi, caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto, lo rendono indubbiamente un protagonista del panorama giornalistico italiano unico nel suo genere.

Un’intensa settimana di ricche e stimolanti lezioni durante le quali il docente ha saputo coinvolgere ed entusiasmare gli studenti attraverso la testimonianza diretta di esperienze sul campo, aneddoti e racconti del duro e spesso rischioso lavoro dei giornalisti in aree di crisi, intervallati da spiegazioni sui mezzi tecnici attraverso i quali l’informazione giornalistica comunica.

Paul Watzlawick negli anni ‘60 asseriva è impossibile non comunicare poiché qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione: i silenzi, le pause, i gesti, le espressioni facciali, l’abbigliamento sono solo alcuni esempi dei molteplici canali linguistici ma anche paralinguistici, cinesici e prossemici di cui ci serviamo per comunicare, anche in modo inconscio, nella vita di tutti i giorni. In qualità di operatori della comunicazione abbiamo il dovere nonché il senso critico di smontare questi meccanismi e comprendere come ogni singolo atto sia funzionale ad uno scopo comunicativo ben preciso: così il silenzio di Rossella Urru può essere compreso e valorizzato allo stesso modo della ricercatezza nell’abbigliamento e nella proprietà di linguaggio della leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi.

Capuozzo ha inoltre fornito agli studenti maggiori delucidazioni sui messi tecnici impiegati nella professione giornalistica, illustrando come questi non siano mai privi di logica nel loro utilizzo ma strumentalizzati secondo lo scopo comunicativo prefissato: è così che la fotografia e le diverse tecniche audio e video vengono utilizzate e combinate per realizzare effetti molto diversi.

Alla fine del corso gli studenti sono stati invitati a concentrarsi in gruppi su alcuni dei temi d’attualità più scottanti del momento, tra cui le ultime vicende in Siria e Iran, la Primavera araba, il sequestro di Rossella Urru, la pirateria somala, le imminenti elezioni in Russia e il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi.

Lo scopo principale è stato quello di indagare questi temi dal punto di vista della comunicazione, analizzando, a seconda dei casi, la comunicazione ufficiale di media, governi, ONG, organizzazioni e comunità internazionali, le strategie comunicative adottate da social media e social network, l’attività dei blogger, i metodi di comunicazione degli insorti e l’organizzazione delle mobilitazioni.

In risposta alla struttura anti-convenzionale delle lezioni, gli studenti hanno dimostrato creatività ed entusiasmo utilizzando diversi approcci a seconda del tema trattato: da un coinvolgente video documentario su Aung San Suu Kyi ad una divertente trasposizione di una puntata di Ballarò, in cui gli ospiti della trasmissione hanno preso parte ad accesi dibattiti a seconde del ruolo ricoperto.

Vera Marchesi
Luciana Marino

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Master MICRI: Corso Geografia Politica

Docente: Giuseppe Campione

Dal 14 al 17 novembre 2011, il prof. Giuseppe Campione ha tenuto un ciclo di lezioni di geografia politica ed economica all’università IULM di Milano, durante la seconda settimana della sesta edizione del Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali (Micri). Già segretario della DC siciliana e presidente della commissione regionale antimafia dall’86 al ’91, dal punto di vista accademico ha ricoperto l’incarico di Professore ordinario di geografia politica ed economica alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo.

Partendo dalla definizione di geografia come «rapporto tra culture e spazio governato», Campione ha cercato di tracciare un quadro complessivo della materia da più punti di vista: culturale, storico, politico ed economico. Il professore ha spaziato dal “problema dei due mondi” (da una parte quello dell’innovazione e del benessere, dall’altra quello iconografico) alla questione quanto mai attuale della globalizzazione, giungendo alla conclusione che «se c’è un aspetto globale, ne esiste anche uno locale». Entrambi danno vita al cosiddetto “glocale”. Il paesaggio è stato invece definito come lo spazio ambientale in rapporto con l’uomo (si guardi per esempio agli open fields inglesi). Giuseppe Campione ha parlato quindi di regione come «spazio essenzialmente aperto, però con una perimetrazione virtuale, dove c’è una circuitazione interna maggiore rispetto a quella che va verso l’esterno», mentre la conurbazione è «espansione fisica della città nel territorio, spesso senza soluzione di continuità» (la città metropolitana). Durante il corso di geografia politica del Micri è intervenuta anche la dott.ssa Chiara Rabbiosi, che ha parlato del “turismo dello shopping” nel caso dell’outlet di Serravalle, come relazione tra commercio e urbanesimo.

L’ultima giornata è stata dedicata invece alla visione del film “La sposa siriana”, di Eran Riklis, specchio della situazione conflittuale arabo-israeliana in una regione di frontiera, nella fattispecie quella delle alture del Golan. Qui, una donna drusa deve sposare un famoso attore siriano, conosciuto solo tramite corrispondenza. Una volta lasciata la sua terra, occupata da Israele, però, la donna non potrà più tornarci né rivedere i suoi familiari. La ragazza viene accompagnata al confine dal padre, attivista filo-siriano, e dai fratelli, fuggiti anni prima dai loro luoghi natali. A causa di una mera questione burocratica, però, il matrimonio incontra qualche ulteriore intoppo.

La chiusura del corso di geografia politica ha quindi rimarcato la problematicità delle nozioni di “confine” e “frontiera” nella società moderna: nonostante la globalizzazione e le relazioni internazionali, ci sono zone in cui divisione e pregiudizi continuano a erigere barriere spesso insormontabili.

Emanuela Aiello
Francesco Sannicandro

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Master MICRI: Corso Diritto Internazionale

Docente: Francesca Graziani

Nelle date del 24 e 25 novembre 2011, nell’aula 116 del MICRI, si è svolta la lezione di Diritto Internazionale con la professoressa Francesca Graziani.

Le due giornate di full-immersion nel Diritto internazionale, dalle 9 alle 18:30, hanno avuto l’obiettivo di fornire agli studenti conoscenze basilari su tale disciplina.

Nella prima giornata sono stati presentati gli elementi di base del diritto internazionale: Dalla soggettività internazionale, e quindi il concetto di Stato, Organizzazione internazionale e status giuridico dell’individuo, alle fonti del diritto internazionale (consuetudinario e convenzionale).

Gli altri due temi dibattuti sono stati in primo luogo gli atti delle organizzazioni internazionali e in seguito la responsabilità internazionale che si collega direttamente alla questione dell’illecito internazionale e delle conseguenze della responsabilità internazionale.

La seconda giornata è stata incentrata sui Diritti umani e sul sistema di sicurezza collettivo delle Nazioni Unite Durante le prime ore di lezione è stato chiarito il concetto di Stato, affermatosi con la diffusione delle democrazie. Uno Stato per essere soggetto deve presentare due requisiti: effettività e indipendenza. Il primo aspetto presuppone che lo stato possa controllare la capacità concreta e reale o effettiva della popolazione umana sul territorio, esercitando le funzioni legislativa, esecutiva e giudiziaria e imponendo il diritto o la capacità di far rispettare le norme; indipendenza si riferisce  al fatto che lo Stato deve fondarsi su una propria costituzione.

Le Organizzazioni Internazionali soni invece enti costituiti da Stati tramite un Trattato Internazionale, e dotati di organi con lo scopo di raggiungere competenze e poteri necessari. Si manifestano a partire del 1800, dove nascono le prime organizzazioni internazionali, ma è più tipico della Comunità Moderna. La Comunità internazionale classica si afferma nel 1648 con  la Pace di Westfalia, che segna la nascita dello Stato Moderno, non più basato sul sistema feudale.

È  soprattutto dopo la II Guerra Mondiale che emergono nuove esigenze, a cui era impossibile far fronte con la coesistenza tra vecchio e nuovo diritto. Le esigenze nuove del tempo hanno così  fatto evolvere il diritto.

Le organizzazioni internazionali nascevano essenzialmente per la necessità di uno sforzo congiunto e il requisito per far parte di un’organizzazione internazionale era quello dell’autonomia, che si manifesta all’interno dello Stato, nel rapporto con Stati membri ed è capace di imporre una certa volontà allo stato stesso o a uno esterno tramite altre organizzazioni.

In questa giornata dedicata al diritto intenzionale si è inoltre evidenziata la differenza fra le fonti del diritto, e quindi tra diritto internazionale consuetudinario e convenzionale. Per diritto consuetudinario s’intende un’abitudine che diventa norma non scritta e nasce quindi da un comportamento degli Stati che diventa poi legge. Questo agire continuo nel tempo diventa giuridico e vincolante, per quanto non sia scritto. Con la nascita dello Stato Moderno e delle varie organizzazioni internazionali, il diritto consuetudinario entra in crisi, determinando un aumento di trattati (capaci di rispondere alla diversità di Stati e necessità).

Il diritto consuetudinario è invece fonte per eccellenza del diritto internazionale classico (1648-1945), dove pochi Stati aventi interessi omogenei resero facile il dettato di norme.

Il diritto convenzionale è un trattato di diritto scritto,  risultato dell’atto di volontà di Stati che decidono di regolare i propri rapporti giuridici. Nel 1945 il diritto consuetudinario entra in crisi, divenendo così il diritto convenzionale la fonte per eccellenza del diritto moderno.

Con riferimento agli  atti emanati dalle Organizzazioni Internazionali è emersa la centralità dei trattati, la cui entrata in vigore attraversa alcune fasi: negoziato, firma, ratifica e entrata in vigore. Gli stati hanno poi l’opportunità di porre riserve (accentuative o interpretative), nel caso in cui queste non siano escluse apertamente dal trattato.

Un’ulteriore tematica dibattuta è stata quella della responsabilità internazionale, intesa come illecito, nel caso in cui sia commesso da uno stato o organizzazione internazionale (elemento soggettivo)o nel caso di violazione di un accordo (elemento oggettivo). In questi casi sorge una controversia tra stati, che può essere risolta o attraverso la modalità diplomatica (negoziato tra le parti) o con soluzione giurisdizionale (le arti si affidano ad un giudice).

Degna di nota è la lezione sui Diritti Umani, le cui sorti furono determinate da due documenti: la Carta dell’ONU del 1945, con l’articolo dell’autodeterminazione dei popoli, e la Dichiarazione dei Diritti Umani nell’Assemblea Generale del 1948, non vincolante, ma di portata universale in quanto fu il primo documento su scala internazionale in materia di Diritti Umani.

L’ultimo argomento trattato riguarda il Sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite. Fino al 1945 non vi era alcun divieto di uso della forza in ambito internazionale, ma con la nascita della Società delle Nazioni nel 1919 furono posti dei primi limiti. Il fallimento di questo tentativo, concretizzatosi con lo scoppio del Secondo Conflitto mondiale , feci si che l’ONU vietasse l’uso della forza armata e la minaccia (Art. 2;4) con l’unica eccezione della legittima difesa. La responsabilità della forza armata era affidata al Consiglio di Sicurezza con l’obiettivo di mantenere la pace. Il CdS, formato da 15 membri (5 permanenti e 10 a rotazione ogni 2 anni), è l’organo operativo delle Nazioni Unite e gode di assoluta discrezionalità. Il CdS può intervenire al verificarsi di una o più di queste ipotesi: aggressione, violazione della pace e minaccia alla pace. Le modalità di intervento sono: misure provvisorie (cessate il fuoco), embargo o misure estreme implicanti l’uso della forza. A queste ipotesi, che non hanno mai trovato applicazione in quanto prevedevano la costituzione dell’esercito dell’ONU, vi sono due modalità alternative affermatesi nella prassi: caschi blu (peace-keeper) e la delega-autorizzazione del CdS (stati singolarmente considerati, coalizioni spontanee di stati e organizzazione regionali come NATO e UE)

La finalità di questo corso è stata quella di fornire agli studenti senza un’adeguata base di giurisprudenza, date le diverse facoltà di provenienza, le conoscenze necessarie per potersi inserire, in un futuro lavorativo, in istituzioni internazionali e per comprendere le dinamiche delle relazioni tra stati e organizzazioni internazionali.

Jasmine Arcella
Laura Bellini

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Master MICRI: Course of Communication for Development

 

 Course Lecturers: Marco Lombardi, Mario Lubetkin, Sergio Marelli, Roberto Savio, Sabina Zaccaro

The course of Communication for Development was organized by University IULM in Milan as a part of the Master courses MICRI (Master in Communication for International Relation) and MIC (Master in International Communication). These 32 hours were organized in cooperation with five professionals, Mario Lubetkin, Sergio Marelli, Marco Lombardi, Sabina Zaccaro and Roberto Savio, which each presented a specific point of view of the field of the communication in international cooperation.

Because the themes were presented from many professionals who are actually working in this field, the course gave to students a very wide view about the most important points of communication. Through the group works created in class was the way to have some practice, especially how to criticize the way of the communications in cooperation projects. During the lectures with Sergio Marelli were used projects’ videos published by Doctors without Borders, ECHO, AIC (Alternative Information Center), and interviews of World Bank, Mary Robinson and Dambisa Moyo. Students created also in small groups their own communication projects. The projects were planned for NGOs and there were shown as TV publicity and interviews. The objective was to use tools and methods for presenting different cooperation projects in the way that the message is effective but also respecting in mass media.

More theoretical approach was presented by Mr. Roberto Savio. The lessons focused on the Vision Communication for Development. The topics were the changes of communication in past, present and future. The professor presented also scenery how the communication is going to change in the future and the role of the digital media and other new inventions that has changed and accelerated the way of communication.

With Mario Lubetkin, students got a great opportunity to learn more about the International Press Service (IPS). During his lessons were giving a general information about this international communication institution and how it produces the communication about the global issues. Lubetkin also stated that IPS’s biggest focuses are development, Civil Society, and Emerging Countries.

Marco Lombardi from Catholic University of Milan presented the approach of Crisis Communication Management, describing different theoretical approaches to crisis. The important point of view was the critic when planning and managing crisis communication in the media system. The concepts were shown thorough some cases as Tsunami in Sri Lanka, earthquake in Haiti and war in Afghanistan. As a member of ITSTIME, Mr. Lombardi presented the organization which is a research team based at the Catholic University of Milan for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies.

The students of MICRI and MIC had also a great possibility to see successful projects of IPS focusing in the gender point of view. This approach were dealt with Sabina Zaccaro, Journalist of IPS, who works as an Italian correspondent, covering women’s rights, development issues, migration and foreign policy.

At the end of the course the students of MICRI and MIC had a discussion through specific questions of all themes concerned during the course of Communication for Development like the evolution of communication and information, gender approach, and the potential combination between traditional and new media in the future scenario. The students elaborated firstly the answers in small groups and after there was a class discussion with Mario Lubetkin.

 Julia Kallas
Minttu Lehtonen

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Master MICRI: Corso Analisi e Strategia dei Global New Media

Docente: Antonio De Nardis

Il corso di Global New Media è stato tenuto da Antonio de Nardis, Digital Consultant&Trainer presso l’università IULM, nell’ambito del master MICRI.

Il programma delle lezioni prevede complessivamente quattro incontri, due svolti fino ad ora.

Il Dott. de Nardis, nella prima lezione, ha portato alla nostra attenzione le problematiche relativa ai nuovi media ed al loro corretto utilizzo.

Al giorno d’oggi la facilità relativa all’accesso ai media, nei paesi industrializzati, è indubbia, la difficoltà risiede nel conoscere e mettere in pratica le tecniche migliori per comunicare e farsi spazio all’interno del mondo della rete e dei social media.

E’ stato dedicato un focus riguardante i siti Internet, come dovrebbero essere fatti e le loro caratteristiche per permettere agli utenti un migliore accesso ed una migliore navigazione non solo da Desk Top ma anche da mobile device.

Il Dott. de Nardis, inoltre, ha comparato la pubblicità tradizionale rispetto a quella digital mettendo in luce i punti di forza di quest’ultima, più specifica e personalizzabile nei confronti del target da colpire, meno costosa e più indipendente rispetto ai mezzi con cui viene trasmessa.

La seconda lezione ci ha introdotti, in maniera più specifica, all’orizzonte infinito della navigazione mobile: tablet  e smartphone sono la massima espressione di una generazione a cui piace sempre più avere un cellulare capace di connettersi.

Tra il 2013 e il 2014 la navigazione mobile supererà quella classica e le aziende, non ancora pronte, dovranno adattare i propri siti e le interfacce per rimanere all’avanguardia. “Pilastro di questa nuova era sono sempre le persone, è una comunicazione non controllata, non più canale mono-direzionale, è una conversazione vibrante, dinamica, persuasiva perché condivisa e partecipata dagli utenti” –  così de Nardis descrive la nuova era del Web 2.0.

Se un’azienda vuole entrare in questo mondo deve, però, valutarne anche i pericoli, essere consapevole del suo livello di reputazione preesistente nell’ambiente, e sapersi presentare nella maniera corretta.

Grande spazio durante la lezione viene lasciato ai social network, capaci di rispecchiare tante necessità di auto-realizzazione, come insegna la piramide di Maslow, e l’utente diventa protagonista attivo. L’ Italia come tempo speso nei social network è quinta in tutto il mondo e la penetrazione di internet all’interno della visione globale del pianeta è presente seppur debolmente, anche nei paesi in via di sviluppo, con piattaforme diverse e particolarità locali.

Fenomeno forte e in continua crescita quello del blog – contrazione di Web – Log, ovvero “tener traccia” – i blog, infatti, rafforzano l’immagine e migliorano la visibilità all’interno dei motori di ricerca con la caratteristica di una comunicazione del tutto informale. Prospettive affascinanti ma non ancora sposate in pieno da molte aziende, in quanto non ancora pronte a dedicarsi con impegno, a preparare piani editoriali e, troppo spesso, a saper cogliere opportunità.

Elia Menna 
Roberta Mesturini

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